occorrerebbe limitarsi a raccontare solo ciò che è senz'altro accaduto...

Il confine di Giulia

Il confine di Giulia

L’incontro fra una giovane donna e un rifugiato politico destinato a diventare un grande scrittore. Ignazio Silone e la polemica sul suo ruolo contraddittorio verso il fascismo. La borghesia europea degli anni Trenta e le tenebre della storia che si addensano all’orizzonte. Tra finzione e realtà, il racconto di un amore appassionato e, nello stesso tempo, una riflessione sui destini dell’Italia e dell’Europa.

Casa editrice Nutrimenti, pp. 144, 6,79€ – 12,75€, Prima edizione gennaio 2017


Gennaio 1931.
Giulia Bassani, giovane poetessa raffinata e tormentata, vive in un hotel di Zurigo come in esilio, lontana da tutti e indifferente a quanto le accade attorno. È in cura dallo psicanalista Carl Gustav Jung, nella speranza che la psicologia del profondo la aiuti a superare il suo malessere interiore. Tra i frequentatori dello studio di Jung c’è anche un rivoluzionario italiano rifugiato in Svizzera, Ignazio Silone. La sua esistenza è a una svolta: è accusato da Togliatti di tradimento e doppio gioco, vuole abbandonare il lavoro politico e diventare uno scrittore. Ha terminato il suo primo romanzo, Fontamara, ed è in cerca di un editore. Giulia e Ignazio si conoscono in una fredda mattina al parco Platzspitz e per un anno, nel pieno dell’ascesa del nazismo e della crisi della democrazia, si amano. Si amano nonostante un’incolmabile distanza intellettuale e uno sguardo antitetico sul mondo, che li condurrà verso destini divergenti.

Con una scrittura accurata e sensibile, Giuliano Gallini si muove tra finzione e verità storica per raccontare, attraverso una vicenda intima, un momento cruciale della storia eutopea del Novecento, e le vicenze e contraddizioni di una delle figure più rappresentative della letteratura italiana di quel periodo.


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